Emergenza Coronavirus e Rimborso Volo

Emergenza Coronavirus e Rimborso Volo

Emergenza Coronavirus e Rimborso Volo: Alcune Premesse

Riteniamo utile fornire qualche delucidazione, rispondendo allo stesso tempo a molteplici quesiti che negli ultimi giorni, con il dilagare dell’allarme “coronavirus”, giungono al nostro studio. In particolare ci riferiamo alla possibilità di ottenere il rimborso per voli acquistati e non usufruiti a causa della contingente situazione di “allarme”.

Preliminarmente riteniamo utile lanciare un monito a non lasciarsi trasportare dall’onda social che, oltre a creare virologi ad ogni angolo, produce anche esperti di “rimborsistica”, ovvero l’arte di fare intendere che sia possibile ottenere un qualunque rimborso purché siano in tanti a chiederlo e ciò indipendentemente dalla sussistenza o meno di tale diritto.

Quali sono le regole a tutela di chi acquista un biglietto aereo?

In realtà le regole a tutela del viaggiatore e, specificatamente, di chi acquista un biglietto aereo sono chiare e non si prestano a particolari interpretazioni costruttive.

Allorché acquistiamo un biglietto aereo, concludiamo un contratto che prevede anche l’ipotesi di modifica o meno delle condizioni o date di viaggio e le politiche di rimborso.

Normalmente i biglietti più economici non prevedono una ipotesi di rimborso in caso di rinuncia al volo.
Discorso diverso é se il volo non parte.

Se il volo non parte a causa dell’emergenza “coronavirus”?

Se il volo non parte, e la colpa è addebitabile al vettore, oltre al rimborso abbiamo diritto ad un indennizzo che varia a seconda della lunghezza della tratta. Mentre se per ipotesi il volo non dovesse partire a causa dell’emergenza “coronavirus”, trattandosi di causa di forza maggiore non imputabile alla compagnia, si avrebbe diritto solo al rimborso.

È l’ipotesi di quei voli con destinazioni in Paesi che non consentono l’ingresso ad italiani come avverrà, ad esempio, dal primo marzo in Israele.

Se il volo parte regolarmente ma noi, per cause indirettamente riconducibili al “coronavirus”, non partiamo?

Allo stato attuale gli aerei viaggiano regolarmente almeno sul territorio nazionale. Pertanto, se la compagnia esegue la prestazione acquistata noi siamo tenuti alla controprestazione ovvero al pagamento del prezzo.

Se poi per ragioni di opportunità (chiusi in casa pensiamo di essere più al sicuro) o per ragioni slegate dall’acquisto del volo (l’incontro di calcio che dovevamo vedere non sarà più aperto al pubblico) decidiamo di non volare, possiamo richiedere il rimborso delle tasse che abbiamo pagato con l’acquisto del biglietto aereo ma nulla più.

Se il mio biglietto é coperto da assicurazione di viaggio?

Ovviamente quanto sopra detto non troverebbe alcuna applicazione se al momento dell’acquisto avessimo sottoscritto una assicurazione di viaggio che ordinariamente viene sempre proposta.

Le superiori regole potrebbero trovare delle eccezioni laddove intervenisse una disciplina normativa che regoli anche tale aspetto legato alla situazione di eccezionalità da “coronavirus” o allorché i singoli vettori ritenessero di fare “concessioni” a favore del viaggiatore per una propria scelta di politica aziendale, come avvenuto con Trenitalia.

Ma in tali eventualità, come sottolineato, saremmo comunque in un campo diverso dal diritto al rimborso che non può essere preteso laddove non fondato su diritti contrattualmente o normativamente disciplinati.

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