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Molestie Sessuali sul Luogo di Lavoro

E’ ancora acceso il dibattito sullo scandalo delle molestie sessuali che ha coinvolto il mondo dello spettacolo; si è alzato il sipario su un mondo in cui spesso abusi, molestie e ricatti a sfondo sessuale sono considerati la normalità.

Il tema è drammaticamente diffuso: 9 donne su 100 hanno subito una molestia a sfondo sessuale durante la propria attività lavorativa. Il codice delle pari opportunità (decreto legislativo n.198/2016) definisce le molestie sessuali come “ogni comportamento di carattere sessuale o fondato sull’appartenza di genere che risulta indesiderato a una delle parti e ne offende la sua dignità”. Alla luce di tale definizione vanno considerate molestie sessuali tutti quei comportamenti a sfondo sessuale non desiderati da chi li subisce ed idonei ad offendere la dignità della vittima: contatti fisici non graditi, osservazioni o battute a sfondo sessuale, messaggi compromettenti sul telefonino.

La vittima è psicologicamente indifesa e impreparata a difendersi ed anzi spesso cade nell’errore di sentirsi responsabile, per contro il molestatore è ad un gradino più alto nella scala gerarchica e sfrutta la debolezza della vittima: atteggiamento dell’aggressore e angoscia della vittima si alimentano a vicenda.

La molestia causa nella vittima delle conseguenze dirette: diminuiscono la sua capacità di concentrarsi e le sue prestazioni lavorative; la vittima prova sentimenti di vergogna e colpa; viene intaccata la sua salute fisica e psichica; viene pregiudicata la sua vita privata tanto che può addirittura perdere il posto di lavoro.

Quando si prende coscienza che si sta subendo un’aggressione alla propria dignità sarebbe fondamentale ribellarsi prima possibile, manifestando al molestatore in modo chiaro e deciso il proprio dissenso rispetto al suo comportamento.

Non bisogna affrontare in solitudine le molestie bensì farsi aiutare dalle figure messe a disposizione dall’amministrazione; a tal proposito alcune grandi aziende hanno istituito il consigliere di fiducia il quale si pone in posizione di ascolto nei confronti di chi ha subito molestie ed ha difficoltà ad aprirsi magari perché si sente in colpa.

Altri soggetti che possono aiutare la vittima di molestie sessuali sul lavoro sono la consigliera di parità territoriale, le organizzazioni sindacali, gli avvocati. 

E’ chiaramente necessario raccogliere tutte le prove in grado di dimostrare il comportamento del molestatore anche al fine di risolvere in maniera conciliativa la vicenda. 

Confidarsi con i colleghi è fondamentale perché, oltre ad essere necessari come testimoni nella lotta contro le molestie, gli stessi potrebbero a loro volta risultare vittime e quindi validi alleati per sconfiggere il fenomeno.

La legge dispone una specifica tutela per chi agisce in giudizio per aver subito una molestia sessuale, la nuova norma prevede che chi agisce in giudizio non può essere sanzionato o demansionato. L’eventuale licenziamento nei confronti di chi ha denunciato una molestia è nullo e la lavoratrice/il lavoratore ha diritto non tanto al risarcimento del danno quanto alla reintegra sul posto di lavoro nonostante le modifiche apportate dal Jobs Act.

Il nostro Studio Legale offre consulenza giudiziale e stragiudiziale alle vittime di molestie sessuali sul luogo di lavoro.

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