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Rinegoziazione Locazione Commerciale Covid

L’Avvocato Risponde: Rinegoziazione Canone Locazione Covid-19

Bentrovati con la nostra tanto attesa rubrica “L’Avvocato Risponde”

Questo mese vogliamo rispondere al quesito di un nostro follower il quale ci chiede se è legittimo chiedere al locatore di un locale commerciale la riduzione del canone in virtù delle chiusure forzate dettate dall’emergenza Covid-19 in corso. 

Abbiamo scelto di dare priorità a questo quesito proprio per l’attualità del tema che esso propone in esame.

Molte delle misure restrittive adottate per far fronte all’attuale emergenza epidemiologica che si sono susseguite negli ultimi dodici mesi hanno imposto la chiusura di parecchie attività, in primis delle attività di ristorazione in genere.

Ciascun titolare di una delle attività che hanno subito e subiscono i provvedimenti di chiusura si trova in una situazione parecchio delicata perché, in assenza di ricavi, deve comunque far fronte alle spese di gestione dell’attività, soprattutto dei canoni di locazione, di importo spesso non indifferente. 

In questi casi si è di fronte ad una situazione di squilibrio contrattuale: il conduttore non può godere del bene in affitto, per una causa non dipendente dal locatore, però deve continuare a pagare i canoni, in quanto il contratto di locazione originario (stipulato in epoca antecedente all’emergenza Covid-19) non ha certamente previsto né regolato l’avverarsi di una tale condizione totalmente imprevista.

Ebbene, se il conduttore del locale commerciale non può autonomamente decidere di ridurre l’importo del canone da versare, d’altra parte conduttore e locatore possono decidere, di comune accordo, di rinegoziare le condizioni contrattuali da applicarsi fino alla cessata emergenza.

Va detto che di recente la giurisprudenza ha sostenuto che in tali ipotesi vi sia un vero e proprio obbligo delle parti di contrattare al fine di addivenire ad un nuovo accordo.

Nello specifico, il Tribunale di Roma, con l’ordinanza n. 29683/2020, ha accolto l’istanza di un ristoratore che chiedeva la riduzione dei canoni di locazione nel periodo in cui non poteva svolgere la propria attività a causa dei provvedimenti di chiusura forzata. 

Il Tribunale di Roma ha affermato infatti che “sorge, pertanto, in base alla clausola generale di buona fede e correttezza, un obbligo delle parti di contrattare al fine di addivenire ad un nuovo accordo volto a riportare in equilibrio il contratto entro i limiti dell’alea normale del contratto”.

Alla luce di quanto sopra, certamente il nostro lettore potrà chiedere al proprio locatore di rinegoziare le condizioni contrattuali e, nel caso di rifiuto, potrà agire in giudizio per vedere accolte le proprie doglianze.

Per maggiori informazioni non esitate a contattarci

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