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Sciacquone Rumoroso: Condannato a Risarcire i Vicini

Quando i vicini “tirano troppo la corda” dello sciacquone rumoroso: scatta il risarcimento del danno dal pregiudizio al diritto al riposo.

E’ risaputo che i rapporti di vicinato costituiscono l’area principale di controversie, specie laddove il diritto di proprietà viene inteso oltremodo. Se è vero infatti che il proprietario ha diritto di godere e disporre delle cose in modo pieno ed esclusivo, è altrettanto vero che ciò può avvenire entro i limiti e con l’osservanza degli obblighi stabiliti dall’ordinamento giuridico.

A tal proposito è intervenuta una recente pronuncia della Corte di Cassazione (Cass. civ., Sez. VI, ord. 28 luglio 2021, n. 21649), la quale ha riconosciuto il diritto al risarcimento in favore di una coppia il cui sonno per anni è stato disturbato dallo sciacquone rumoroso del vicino. 

È innegabile il profilo tragicomico della vicenda, nella quale si intrecciano e si contrappongono il diritto al riposo da una parte e il diritto ad andare in bagno durante notte dall’altra parte. 

Se in Italia tale sentenza ha suscitato tanta curiosità e a tratti stupore, in altri paesi la vicenda non sarebbe neanche giunta davanti ad un giudice; basti pensare che in Svizzera, ad esempio, è proibito tirare la catena del wc dopo le ore 22 e, per gli uomini, urinare in piedi durante la notte.

Sciacquone Rumoroso: La vicenda

Torniamo al caso nostrano. La vicenda ha avuto inizio nel 2003 quando due coniugi si rivolgevano al Tribunale di La Spezia lamentando il fatto che i proprietari dell’appartamento adiacente, compiendo lavori di ristrutturazione nel proprio immobile, avessero realizzato un secondo bagno, installando lo scarico nella parete divisoria dei due appartamenti, proprio dietro alla camera da letto degli sciagurati.

Tanto basta per immaginare le tanti notti disturbate dallo sciacquone dell’appartamento vicino. 

La domanda, volta all’eliminazione del problema oltre che al risarcimento del danno, trovava accoglimento con la definizione del secondo grado di giudizio, davanti alla Corte di Appello di Genova; tale decisione successivamente veniva confermata dalla Suprema Corte

Cosa prevede il Codice Civile

Il riferimento normativo della vicenda è da trovare nell’art. 844 del codice civile, relativo alle immissioni, il quale al primo comma statuisce che “il proprietario di un fondo non può impedire le immissioni di fumo o di calore, le esalazioni, i rumori, gli scuotimenti e simili propagazioni derivanti dal fondo del vicino, se non superano la normale tollerabilità, avuto anche riguardo alla condizione dei luoghi”

Il legislatore, quindi, nel regolare i rapporti di vicinato ed in particolare il fenomeno delle immissioni, ivi incluse anche quelle sonore, ha posto l’ago della bilancia nel requisito della tollerabilità, non intesa in senso assoluto ma tenendo anche conto della condizione dei luoghi, ovvero della situazione ambientale, delle caratteristiche della zona, delle abitudini degli individui interessati. 

Sciacquone Rumoroso disturba sonno

La decisione della Corte di Cassazione

La questione veniva decisa e risolta proprio compiendo una indagine volta ad accertare la tollerabilità delle denunciate immissioni sonore, tenendo conto anche della particolarità della situazione concreta. Dalla perizia effettuata dal CTU nominato dall’autorità giudiziaria emergeva il superamento della normale tollerabilità (3 decibel) oltre che l’uso spregiudicato del bene comune, vista l’installazione della cassetta proprio a ridosso della camera da letto dell’appartamento adiacente. 

E non solo! La Corte di Cassazione, nella medesima ordinanza, ha anche richiamato ed affermato il diritto al rispetto della vita privata e familiare, quale diritto riconosciuto e sancito all’art. 8 della Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo, che trova piena applicazione anche nel nostro Ordinamento. La Corte di Cassazione ha affermato come la Corte di Strasburgo abbia fatto più volte applicazione di tale principio anche a fondamento della tutela alla vivibilità dell’abitazione e alla qualità della vita all’interno di essa, riconoscendo alle parti assoggettate ad immissioni intollerabili un consistente risarcimento del danno morale.

La conclusione

La vicenda è pertanto giunta a conclusione dopo ben 18 anni, ma le ragioni dei coniugi hanno trovato pieno accoglimento negli ultimi due gradi di giudizio. 

Con la sentenza della Corte di Appello di Genova, confermata dalla Corte di Cassazione, è stato stabilito non solo che lo sciacquone rumoroso incriminato venisse ricollocato altrove, in modo tale da limitare il rumore, ma anche che i coniugi venissero risarciti per le tante notti insonni. 

La misura del risarcimento è stata fissata in Euro 500 annui. 

Insomma chi trova un vicino, non solo trova rumore, ma a volte anche un tesoro.

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