Rottamazione-Cartelle-Legge-Bilancio-2019

L’Avvocato Risponde: Saldo-Stralcio e Rottamazione-Ter

Questo mese, in occasione della rubrica ‘L’Avvocato Risponde’, ci sono giunti più quesiti da parte dei nostri lettori inerenti le possibili azioni di ‘rottamazione delle cartelle’ previste dalla nuova Legge di Bilancio  2019. 

Cerchiamo di fare un pò di chiarezza.

La nuova Legge di Bilancio 2019 prevede una serie di azioni volte a chiudere le posizioni debitorie dei contribuenti con il Fisco (la c.d. “Pace Fiscale”). In questo articolo analizzeremo alcuni degli strumenti preposti dall’attuale Governo giallo-verde: lo “stralcio” dei debiti di importo fino a mille euro, il provvedimento “saldo e stralcio” dei debiti fiscali e la nuova procedura di rottamazione-ter”.

1.) Stralcio dei debiti fino a mille euro. Ai sensi dell’art.4 del d.l. n° 119/2018 convertito, con modificazioni, dalla legge 17 dicembre 2018, n. 136, sono automaticamente annullati i debiti di importo residuo, fino a 1.000,00 (mille) euro, comprensivo di capitale, interessi per ritardata iscrizione a ruolo e sanzioni, risultanti dai singoli carichi affidati agli agenti della riscossione dal
1° Gennaio 2000 al 31 Dicembre 2010.

Presenti i presupposti sopra indicati, vi sarà, entro il 31 Dicembre 2018, l’immediato annullamento (automatico) delle relative partite a debito. Non occorrerà, infatti, inviare alcun modulo o formulare richiesta. Tuttavia è cosa buona controllare sempre le proprie iscrizioni a ruolo e sollecitare eventualmente il riscossore per annullare le relative iscrizioni.

Le eventuali somme versate prima del 24 Ottobre 2018 (data di entrata in vigore del Decreto legge n°119/2018) restano definitivamente acquisite, mentre gli importi versati dopo tale data sono imputati in ordine ai debiti residui o a debiti scaduti o in scadenza. Soltanto in assenza di debiti, gli importi versati dopo il 24 Ottobre 2018, saranno rimborsati al contribuente.

2.) L’art. 1 (commi 184-197) della legge n° 145/2018 prevede, invece, che i debiti delle persone fisiche, diversi da quelli di cui all’articolo 4 del d.l. n° 119/2018 , convertito, con modificazioni, dalla legge n° 136/2018, (di cui sopra al n°1), e risultanti dai singoli carichi affidati all’agente della riscossione dal 1° Gennaio 2000 alla data del 31 Dicembre 2017, derivanti dall’omesso versamento di imposte risultanti dalle dichiarazioni annuali e dai contributi previdenziali dovuti dagli iscritti alle casse professionali o alle gestioni previdenziali dei lavoratori autonomi Inps, possono essere estinti dai debitori che versano in una grave e comprovata situazione di difficolta’ economica, versando una quota agevolata, il cosiddetto “Saldo e stralcio”.

Sussiste una grave e comprovata situazione di difficoltà economica qualora l’ISEE (indicatore della situazione economica equivalente) del nucleo familiare non sia superiore ad Euro 20.000,00. 

Il comma 187 dell’art. 1 l. n° 145/2018 fissa le quote agevolate facendo riferimento al valore ISEE: -per un ISEE inferiore a 8.500,00 Euro – quota agevolata del 16%;

-per un ISEE compreso tra 8.500,01 Euro e 12.500,00 Euro – quota agevolata del 20%;

-per un ISEE compreso tra 12.500,01 Euro e 20.000,00 Euro – quota agevolata del 35%;

Sono esclusi dalla quota percentuale le sanzioni e gli interessi di mora, mentre alla cifra dovuta andranno comunque sommati gli importi dovuti a titolo di aggio e spese per procedure esecutive e diritti di notifica.

La domanda di adesione, reperibile al seguente link: https://www.agenziaentrateriscossione.gov.it/.files/it/gruppo/MODELLO-SA-ST-MODELLO-ADESIONE-SALDO-E-STRALCIO.pdf va presentata entro il 30 Aprile 2019 scegliendo, altresì, se effettuare il pagamento in un’unica soluzione, entro il 30 novembre 2019, oppure in 5 rate con ultima scadenza il 31 luglio 2021. 

Entro il 31 ottobre 2019 l’Agenzia Entrate-Riscossione invierà ai contribuenti, che hanno fatto domanda, la comunicazione di accoglimento o mancato accoglimento della stessa.

Nel caso di mancato accoglimento, l’Agenzia comunicherà al contribuente l’ inclusione automatica nei benefici della rottamazione ter, fornendo altresì l’importo da pagare e le relative scadenze di pagamento.

3.) La rottamazione ter è prevista dall’art.3 del d.l. n° 119/2018, convertito con modificazioni dalla legge n° 136/2018. La nuova “rottamazione-ter” delle cartelle, notificate dall’Agenzia Entrate-Riscossione nel periodo compreso tra il 1 Gennaio 2000 al 31 Dicembre 2017, è concessa, invece, a chi:

-ha un ISEE superiore ai 20.000 Euro;

-ha debiti che non rientrano tra quelli coinvolti dal “saldo e stralcio”;

Anche chi ha aderito alla precedente definizione agevolata (rottamazione-bis) e abbia provveduto al pagamento delle rate scadute a luglio, settembre e ottobre 2018 entro il7 dicembre 2018, potrà beneficiare della nuova rottamazione ter. Sono definibili, altresì, i debiti risultanti dai carichi affidati agli agenti della riscossione che rientrano nei procedimenti instaurati a seguito di istanza di composizione della crisi da sovra-indebitamento presentata dai debitori e i debiti relativi a carichi già oggetto di prima rottamazione per i quali il debitore non ha perfezionato la definizione con l’integrale, tempestivo pagamento delle somme dovute a tal fine.

Per aderire alla rottamazione delle cartelle 2019 bisognerà, anche in questo caso, fare domanda entro il 30 aprile 2019.

Al contribuente che presenterà domanda entro tale termine verrà concessa la possibilità di pagare il tributo omesso al netto di sanzioni e interessi di mora.
Gli importi dovuti potranno essere pagati in un’unica soluzione entro il 31 luglio 2019 ovvero in un massimo di diciotto (18) rate consecutive ripartite in cinque anni.

Il “fascino” della rottamazione ter risiede nella riduzione al minimo degli interessi dovuti sulla rateizzazione del debito: nel caso in cui il contribuente volesse optare per il pagamento rateale, lo stesso articolo 3 D.L. 119/2018 prevede la maturazione di interessi al tasso del 2%, a decorrere dal 1° agosto 2019.

Inoltre, con il versamento della prima o unica rata delle somme dovute le procedure avviate prima dell’adesione alla rottamazione saranno estinte.
Gli ammessi alla rottamazione pagheranno l’importo del debito e degli interessi iscritti a ruolo (nonché dell’aggio, dei diritti di notifica della cartella di pagamento e delle spese esecutive eventualmente maturate), con lo stralcio delle sanzioni incluse negli stessi carichi, degli interessi di mora e le cosiddette “sanzioni civili”, accessorie ai crediti di natura previdenziale.

Non saranno oggetto di definizione agevolata i debiti:
 – delle risorse proprie dell’Unione europea;
 – dei recuperi degli aiuti di Stato, considerati illegittimi dalla stessa Unione europea;
 – derivanti da condanne pronunciate dalla Corte dei conti;
 – delle multe, ammende e sanzioni pecuniarie dovute a seguito di provvedimenti e sentenze  penali di condanna;
 – delle sanzioni diverse da quelle irrogate per violazioni tributarie o per violazione degli obblighi relativi ai contributi e ai premi dovuti agli enti previdenziali.

La scadenza delle rate è fissata al 31 luglio e al 30 novembre di ciascun anno, a partire dal 2019.

L’Agenzia Entrate Riscossione rende disponibile un apposito modulo al seguente  link: https://www.agenziaentrateriscossione.gov.it/.files/it/gruppo/DA-2018-MODELLO-ADESIONE-ROTTAMAZIONE-TER_18122018.pdf
Il contribuente dovrà indicare il numero delle rate prescelto per il pagamento dilazionato e dovrà inoltre assumere l’impegno a rinunciare ai giudizi pendenti, relativi ai carichi che intende definire. Entro il 30 giugno 2019 riceverà comunicazione dell’ammontare complessivo del debito dovuto e del giorno di scadenza di ciascuna rata, nel caso in cui abbia optato per il pagamento dilazionato.

In caso di omesso, insufficiente o tardivo versamento di una sola delle rate l’agente della riscossione proseguirà l’attività di recupero coattivo del debito e il debito residuo non potrà più essere rateizzato.

Non resta dunque che approfittare di tali strumenti, ove sussistano i presupposti, prestando attenzione al termine stabilito del 30 Aprile 2019. Tali manovre se da un lato garantiranno, di certo, un gettito fiscale alle casse dello Stato, dall’altro ridurranno il peso fiscale sulle spalle dei contribuenti, permettendogli al contempo di dilazionare nel tempo il proprio debito.

Pace fatta! 

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