Sentenza Stupro: Precisazioni e Considerazioni

Sentenza Stupro: Precisazioni e Considerazioni

Sentenza stupro: precisazioni e considerazioni sulla violenza sessuale; un reato delicato troppo spesso commentato senza le dovute conoscenze legali.

“Il mio meccanico è anche un mio caro amico ed inoltre credo sia proprio un genio. È uno di quelli che ancor prima delle moderne diagnosi computerizzate riconosce anche i più piccoli difetti ad orecchio dal rumore del motore. Ho un immensa ammirazione e rispetto per tali sue capacità ma, nonostante ciò e la conoscenza che ci lega da diversi decenni, non gli permetterei mai di sottopormi neanche al più banale intervento chirurgico…”, ad ognuno il suo e cosi dovrebbe essere anche per la sfera del diritto.

Succede invece che se le sentenze le commenta un “non tecnico del diritto” o che peggio ancora al giornalista di turno interessi il titolo ad effetto e non la vera cronaca si crea il caso laddove il caso non c’è.

Con la sentenza N. 32462, la Terza Sezione Penale della Cassazione, ha confermato la piena responsabilità penale di due uomini condannati a 3 anni di reclusione dalla Corte d’Appello di Torino per violenza sessuale su una donna, avvenuta nel 2009. Quindi la condanna è stata confermata ed i due stupratori condannati. La stessa sentenza ha annullato con rinvio la sentenza dei giudici di secondo grado solo sul punto dell’aggravante di “aver commesso il fatto con l’uso di sostanze alcoliche” sul presupposto che la ragazza non fosse stata ridotta forzatamente a uno stato di inferiorità, dato che l’ubriachezza era di natura volontaria. Ci sono varie aggravanti nella violenza sessuale, una di queste si applica quando la violenza sessuale è stata commessa dopo aver fatto ubriacare la vittima.

Se la vittima si ubriaca da sola, la violenza sessuale c’è, è aggravata perché commessa in danno di una persona che in quel momento (perché ubriaca) era in condizioni di maggiore debolezza, ma non si applica l’aggravante conseguente a l’aver indotto lo stato di ebbrezza. Nessun giudice, contrariamente a quanto riportato da diversi giornali e ripreso da giuristi da “facebook”, ha detto che una donna ubriaca esclude il reato di violenza, nessuno ha detto che gli stupratori non pagheranno per la loro vile e penalmente rilevante condotta. Riconoscere l’aggravante dell’uso di sostanze alcoliche avrebbe, invece, significato non differenziare fra il caso dello stupratore che fa bere la vittima per poi approfittarne, e quello che, invece, approfitta dello stato che non ha indotto: entrambi reati gravi, certo, ma con gravità da graduare.

Per gli Ermellini, infatti, deve rilevarsi che l’assunzione volontaria dell’alcol esclude la sussistenza dell’aggravante ex art. 609-ter, comma 1, n. 2, c.p., norma che prevede l’uso di armi o di sostanze alcoliche narcotiche o stupefacenti, o di altri strumenti o sostanze gravemente lesivi della salute della persona offesa.

La circostanza che la donna avesse volontariamente bevuto molto non mette in discussione, secondo i giudici di legittimità, la responsabilità dei due per il reato, posto che le condizioni della vittima non costituivano un consenso ai rapporti sessuali.

La terza sezione penale precisa, infatti, che “integra il reato di violenza sessuale di gruppo (articolo 609 octies c.p.) con abuso delle condizioni di inferiorità psichica o fisica, la condotta di coloro che inducano la persona offesa a subire atti sessuali in uno stato di infermità psichica determinato dall’assunzione di bevande alcooliche”.

I giudici soggiungono che l’aggressione all’altrui sfera sessuale è connotata da modalità insidiose e subdole, anche se la parte offesa ha volontariamente assunto alcool e droghe, rilevando solo la sua condizione di inferiorità psichica o fisica seguente all’assunzione delle dette sostanze.

A volte basterebbe chiedere ad un avvocato…nel caso in specie anche ad un bravo studente di diritto e procedura penale.

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