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Spiagge: Ordinanze e Regolamenti per una corretta Fruizione

Spiagge: Ordinanze e Regolamenti per una corretta Fruizione

Spiagge: ordinanze e regolamenti per una corretta fruizione.

Le spiagge fanno parte del demanio pubblico, le ordinanze e i regolamenti locali ne disciplinano l’uso e la fruizione; è quindi buona norma prendere conoscenza delle predette disposizioni presso le capitanerie di Porto, fermo restando che i suddetti provvedimenti sono resi pubblici mediante affissione nei luoghi di vacanza.

Occorre prestare molta attenzione al rispetto di tali disposizioni in quanto in forza dell’art. 1164 del codice di navigazione “ Chiunque non osserva una disposizione di legge o regolamento, ovvero un provvedimento legalmente dato dall’autorità competente relativamente all’uso del demanio marittimo o aeronautico, ovvero delle zone portuali della navigazione interna è punito, se il fatto non costituisce reato, con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Euro 1032 ad Euro 3096. Salvo che il fatto costituisca reato o violazione della normativa sulle aree marine protette, chi non osserva i divieti fissati con ordinanza dalla pubblica autorità in materia di uso del demanio marittimo per finalità turistico-ricreative dalle quali esuli lo scopo di lucro, è punito con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Euro 100 ad Euro 1000″.

Così bisogna subito chiarire che configura una abusiva occupazione di suolo pubblico non solo decidere di accamparsi su una spiaggia con la tenda per trascorrere qualche notte ma anche l’abitudine di lasciare il proprio ombrellone incustodito, insieme a sdraio e altri oggetti, anche per molti giorni allo scopo di accaparrarsi e “prenotare” un posto in prima fila. La punizione per il trasgressore è l’arresto fino a sei mesi o l’ammenda fino a euro 516,00, sempre che il fatto non costituisca un più grave reato.

Quasi tutte le ordinanze riportano poi il divieto di praticare qualsiasi gioco (calcio, tennis da spiaggia, pallavolo, bocce, basket, ecc.), sia in spiaggia che in acqua, che possa arrecare pericolo, danno o molestia alle persone, turbativa della quiete pubblica, nonché nocumento all’igiene dei luoghi. Il divieto non si applica nelle zone appositamente destinate a questo tipo di attività. Sul punto bisogna precisare che anche ove tale divieto fosse assente, il soggetto che a causa del gioco in spiaggia procurasse un danno a terzi sarebbe comunque chiamato a risponderne a seconda dell’entità in sede civile e finanche in sede penale.

Nelle ordinanze in materia è ordinariamente riprodotto il divieto di condurre o far stazionare cani e animali in genere, anche se muniti di museruola e guinzaglio, in aree non appositamente autorizzate, attrezzate e segnalate. Anche su tale punto va ricordato che in ogni caso in forza dell’art. 2052 del Codice Civile il proprietario o il detentore di un animale è sempre responsabile del danno cagionato dall’animale.

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