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Spiare SMS o Whatsapp del Partner

Spiare SMS e Whatsapp del Partner per scoprire Tradimento: é lecito?

Spiare SMS e Whatsapp del partner: lecito o reato? In tema di separazione tra coniugi, l’inosservanza dell’obbligo di fedeltà coniugale rappresenta una violazione particolarmente grave, la quale, di norma, determina l’intollerabilità della prosecuzione della convivenza. Essa, pertanto, può ordinariamente ritenersi circostanza sufficiente a giustificare l’addebito della separazione al coniuge responsabile.

Da tale presupposto nasce quindi la necessità di dare prova in sede giudiziaria dell’effettiva infedeltà del coniuge e, nell’epoca dei social e delle app di messaggistica, sorge il dilemma se il coniuge”tradito” possa trasformarsi in un moderno sherlock holmes e andare alla ricerca di prove quali messaggi, video o chat che incastrino il fedifrago.

Facciamo subito chiarezza: se si pensa di potere consultare la chat del partner violando la password attenzione si rischia di essere accusati del reato di accesso abusivo al sistema informatico o telematico. Andare invece a scovare l’email altrui sottraendola può comportare una condanna ai sensi dell’art. 616 codice penale che sanziona chi  sottrae o distrae la corrispondenza altrui.

Ma i traditori seriali stiano attenti! La stessa natura del vincolo matrimoniale implica un affievolimento della sfera di riservatezza di ciascun coniuge, e la creazione di un ambito comune nel quale vi è una implicita manifestazione di consenso alla conoscenza di dati e comunicazioni di natura anche personale, di cui il coniuge in virtù della condivisione dei tempi e degli spazi di vita, viene di fatto costantemente a conoscenza a meno che non vi sia una attività specifica volta ad evitarlo.

In un contesto di coabitazione e di condivisione di spazi e strumenti di uso comune quale quello familiare, la possibilità di entrare in contatto con dati personali del coniuge è altamente probabile e non si traduce necessariamente in una illecita violazione di dati personali.

Pertanto, l’apertura del cellulare del proprio coniuge, per spiare tra gli sms e le chat di Whatsapp, allo scopo di cercare le tracce di un eventuale tradimento, è lecita se l’apparecchio è stato lasciato incustodito in casa. 

La convivenza nella comune casa familiare ed il vincolo matrimoniale, con i correlati obblighi di fedeltà, generano dunque uno spazio all’interno del quale – perché si possa parlar di privacy – è necessario mettere in atto, concretamente, una serie di “limitazioni” tecniche che impediscano la libera acquisizione dei dati personali.

Quindi non sarà lecita l’acquisizione dei contenuti di dispositivi tutelati da password o custoditi in spazi nell’esclusiva disponibilità o utilizzo del coniuge.

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